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Il giorno 2 luglio 1902 il "Premiato stabilimento d'istrumenti ottone e legno" Ferdinando Roth di Milano (una casa di "esportazione mondiale fondata nel 1838" e "primario fornitore del Regio Esercito") spediva al signor Pietro De Zanche di Selvazzano una serie di strumenti a fiato e a percussione, per dotare un gruppo di giovani volenterosi che voleva seriamente dedicarsi all'attività musicale. È il primo dato certo sulla Banda Musicale di Selvazzano. In realtà quando iniziò l'attività del gruppo bandistico? Senza dubbio qualche anno prima, come lo fa supporre il fatto che ci si è rivolti ad una rinomata casa di strumenti musicali. Secondo le notizie tramandate dalla prima generazione di musicanti, la data della originaria fondazione del gruppo risale all'anno 1900. Si riferisce che il gruppo era sorto a seguito di uno scherzo musicale - la famosa "Batarea" - architettato appositamente per festeggiare il matrimonio "fuori stagione" dei coniugi Belluco. La prima denominazione della banda sarà presa proprio da quel cognome: è nata la Banda Belluco e così si chiamerà per alcuni anni, sotto la guida di Garro Giacomo. Scoppia la Grande Guerra e gli ex-birbacchioni della "serenata" vanno sotto le armi, dove hanno la possibiltà di approfondirsi nella musica. Quando ritornano trasfondono le loro perfezionate capacità musicali nel complesso bandistico, il quale ora può avvalersi di un maestro stabile e ciò rende possibile la preparazione di un repertorio che viene aggiornato annualmente ed il reclutamento di nuovi elementi. Cresciuto di consistenza nell'organico strumentale e nell'organizzazione, il complesso acquista notorietà e le sue esibizioni vengono richieste sempre più frequentemente. La Parrocchia di Selvazzano, notando la dedizione e la serietà di intento del gruppo, interviene in suo favore e nel 1920 viene adottato il primo Statuto e si assegna così la nuova denominazione di "Banda Musicale Cattolica di Selvazzano". A causa della Seconda Guerra Mondiale (1940-45) la banda sospende con amarezza la sua attività musicale. A parte l'interruzione per la Seconda Guerra Mondiale, l'attività prosegue normalmente, finché all'inizio degli anni Settanta dissapori e difficoltà finanziarie causano lo sfaldamento della Banda. Nella primavera del 1966 Maran Ampelio e Verza Clemente si accingono al tentativo di ricostruzione della Banda. Arrivò allora il nuovo arciprete Don Bruno Piazzon, il quale destina l'oratorio della chiesa vecchia a sede della Banda Musicale, confermando questa denominazione anche negli anni '80 quando venne stipulata con il Comune la convenzione per il restauro dell'intero edificio e per il suo riutilizzo. Inoltre nel 1966 l'Assemblea dei musicanti adotta un nuovo statuto che rende il complesso a dimensione comunale e di natura civica sotto la denominazione di "Associazione Banda Selvazzano" che tuttora mantiene. |
